ATTIVITÀ CHIRURGICA

                                          

CHIRURGIA CONVENZIONALE

CHIRURGIA DELLE ARTERIE VISCERALI E RENALI IN CASO DI PATOLOGIA ANEURISMATICA

Le patologie delle arterie viscerali e renali possono essere sia ad evoluzione steno-ostruttiva (insufficienza celiaco-mesenterica, infarto intestinale, etc) che ad evoluzione aneurismatica (aneurismi delle arterie viscerali). L'eziopatogenesi può essere sia di tipo aterosclerotica, che displastica o arteritica-autoimmune.  Il trattamento di queste malattie può trovare indicazione sia nella chirurgia tradizionale che in quella endovascolare e viene valutata singolarmente dal chirurgo vista l'estrema variabilità di presentazione.
 
Sintomatolgia
Solitamente gli aneurismi viscerali sono ASINTOMATICI e vengono scoperti occasionalmente a seguito di altri accertamenti diagnostici (ecografie dell'addome o studi angio-TC o angio-RMN). Diventano drammaticamente SINTOMATICI con i segni dello shock emorragico al momento della loro rottura.
 
                    
Gli aneurismi viscerali sono comunque una patologia rara, con una incidenza nella popolazione generale compresa tra lo 0.1% e il 2%. La loro storia naturale non è ben definita, tuttavia è noto che il tasso di rottura di questi aneurismi aumenta in modo significativo quando il loro diametro supera i 2 cm (che di solito rappresenta il cut-off nell’indicazione al loro trattamento). In presenza di aneurismi viscerali il trattamento chirurgico consiste generalmente nella messa a piatto della sacca e successiva ricostruzione della continuità arteriosa mediante by-pass. Esistono anche altre tecniche chirurgiche che vengono prese in considerazione in base al caso clinico specifico.
Una classificazione degli aneurismi si basa sulla loro morfologia:
                       
 
 
Studio angio-TC dell’aorta addominale e dei vasi viscerali che dimostra nelle sezioni trasverse la presenza di voluminoso aneurisma del tripode celiaco (con diametro del vaso quasi paragonabile a quello dell’aorta addominale)
 
Reperto intra-operatorio di voluminoso aneurisma dell’arteria splenica
             
 
Esempio di aneurisma dell’arteria epatica corretto chirurgicamente mediante messa a piatto ed innesto in VGS
 
 
Nel caso di aneurismi dell’arteria renale molto prossimi all’ilo, in cui la correzione chirurgica in situ risulterebbe tecnicamente molto complessa o addirittura chirurgicamente non possibile, si può optare per una chirurgia combinata, con un tempo CHIRURGICO GENERALE per l’espianto del rene (che si esegue generalmente in laparoscopia), successiva sua perfusione mediante soluzione salina fredda, tempo CHIRURGICO VASCOLARE con correzione dell’aneurisma dell’arteria renale su banco ed infine re-impianto del rene in fossa iliaca.
Studio arteriografico che evidenzia aneurisma dell’arteria renale destra all’ilo (prima delle diramazioni):
 
Di seguito espianto del rene destro con presenza di aneurisma dell’arteria renale, perfusione dello stesso con soluzione salina fredda, confezionamento di innesto in vena grande safena con anastomosi T-T e successivo reimpianto del rene in fossa iliaca destra.
 
 
 

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