ATTIVITÀ CHIRURGICA

                                          

CHIRURGIA CONVENZIONALE

TRATTAMENTO DEGLI ANEURISMI DELL’AORTA ADDOMINALE

Introduzione
Si definisce aneurisma una dilatazione PERMANENTE e PROGRESSIVA di un'arteria legata ad un indebolimento della struttura della parete arteriosa sottoposta all'azione della pressione sanguigna. Si parla di aneurisma dell'aorta addominale (AAA) quando lil vaso raggiunge un calibro uguale o maggiore al doppio del diametro normale.
In base alla morfologia si parla di:
1.     Aneurisma FUSIFORME (ovvero una dilatazione circonferenziale del vaso, spesso con apposizione trombotica all’interno)
2.     Aneurisma SACCIFORME (dilatazione focale di parete del vaso)
                                 
In base alla eziologia vengono classificati in:
1.     CONGENITI (Sindrome di Ehlers-Danlos; Sindrome di Marfan)
2.     DEGENERATIVI (Aterosclerotici; Medionecrosi cistica)
3.     INFIAMMATORI-INFETTIVI (Micotici; Sifilitici; Tubercolari)
4.     INFIAMMATORI NON INFETTIVI (Arterite di Takayasu; Arterite giganto-cellulare)
Gli aneurismi dell’aorta addominale di natura Aterosclerotica sono in genere asintomatici; talvolta possono dare una sintomatologia secondaria ad erosione del piano vertebrale (quando raggiungono dimensioni voluminose) (vedi foto).
                  
Gli aneurismi dell’aorta addominale di tipo Infiammatorio, molto più rari, sono caratterizzati invece da una infiltrazione dei tessuti peri-aneurismatici (determinata dalla fibrosi retro-peritoneale), con formazione di una vera e propria “cotenna” capace di inglobare organi o strutture vicine, determinando una sintomatologia specifica in base alla sede coinvolta. 
 
La storia naturale degli aneurismi dell'aorta addominale è la ROTTURA e MORTE PER SHOCK EMORRAGICO. Il rischio di rottura e la sopravvivenza a lungo termine dei pazienti non operati sono direttamente correlati alle dimensioni dell'aneurisma stesso.
 
Indicazioni
Le indicazioni al trattamento di un AAA si hanno per definizione quando il diametro raggiunge il doppio di quello dell’aorta nativa (nella maggior parte dei casi > 4 cm); solitamente comunque l’indicazione si ha per diametri della sacca maggiori o uguali a 5.5 cm, oppure per aneurismi di dimensioni inferiori ma con tasso di crescita annuo > 1 cm o con sviluppo eccentrico.
Il rischio operatorio dell'aneurisma operato in elezione è intorno al 2-5%. Il rischio operatorio invece dell'aneurisma rotto (che riesce a giungere in sala operatoria) è intorno al 25-60%.
 
Intervento chirurgico
Laparotomia mediana xifo-pubica e isolamento dell'aorta addominale nello spazio retroperitoneale. Clampaggio prossimale del colletto sotto-renale e clampaggio distale dell'aorta previa eparinizzazione sistemica. Incisione della dilatazione e messa a piatto della sacca aneurismatica. Sutura dell'origine di eventuali arterie lombari ancora beanti. Confezionamento di innesto aorto-aortico o aorto-bisiliaco in protesi Dacron mediante sutura in continua. Chiusura della sacca dell'aneurisma a coprire la protesi, isolandola completamente dalle altre strutture intra-addominali. Sutura del retroperitoneo e sutura a strati in continua di peritoneo parietale, fascia, sottocute e cute.
                  
 
 
Talvolta un AAA sotto-renale può coinvolgere gli assi iliaci (uno o entrambe) fino alla biforcazione iliaca. La pervietà dell’arteria ipogastrica si può garantire rivascolarizzandola mediante tecniche chirurgiche differenti. Di seguito mostrato un esempio con utilizzo di protesi Gore Hybrid per le ipogastriche.
 
           

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