ATTIVITÀ CHIRURGICA

                                          

CHIRURGIA CONVENZIONALE

TRATTAMENTO DEGLI ANEURISMI TORACO-ADDOMINALI

 

Questi aneurismi possono interessare simultaneamente in maniera diversa (vedi schema sotto riportato) sia il tratto di aorta toracica che quello addominale. Vi è indicazione all'intervento chirurgico quando il diametro massimo dell'aneurisma è > di 6 cm; tuttavia vanno considerati anche altri parametri, come la sintomatologia e le patologie concomitanti del paziente. L'intervento chirurgico comporta l'apertura contemporanea del torace (toracotomia) e dell'addome (laparotomia).
Esistono vari tipi di aneurisma toraco-addominale; qui di seguito la Classificazione secondo Crawfford:
Dopo avere eseguito la messa a piatto dell'aneurisma è necessario ricostruire la naturale perfusione dell'albero circolatorio (aorta toracica, addominale, tutti i vasi viscerali e quando necessario le arterie intercostali o lombari) mediante l'utilizzo di protesi biocompatibili. Durante questo tempo la perfusione dei vasi viscerali può essere garantita tramite varie tecniche; una di queste è quella della riperfusione temporanea tramite l'uso di uno shunt di Pruitt-Inahara. Ecco di seguito un esempio:
                                                             (a)
 
                                             (b)                                                                                                         (c)
 
                                              (d)                                                                                                    (e)
                                                              (f)
(a): Aneurisma toraco-addominale di IV tipo (con coinvolgimento del tripode celiaco, amrteria mesenterica superiore ed arterie renali, con origine a livello della XI-XII vertebra toracica)
(b): Nell’isolamento si cerca di isolare l’aorta toracica il più vicino all’aneurisma (con lo scopo di salvare il maggior numero di arterie intercostali)
(c): Emostasi dei vasi viscerali e delle arterie renali mediante cateteri di Fogarty
(d): Confezionamento dell’anastomosi prossimale con un primo tempo di ischemia viscerale (che si deve cercare di mantenere sotto i 30 minuti). Si può praticare una piccola incisione (< 3mm) della protesi nella sede di futura realiazzazione della pastiglia di rivascolarizzazione aortica. Si inserisce una branca dello shunt di Pruitt-Inahara e si clampa la protesi sotto alla sede di inserimento (dando perfusione alle ultime intercostali)
(e): Si perfondono per circa 3 minuti prima il rene destro (inserendo l’altra branca dello shunt nella arteria renale destra) e successivamente il rene sinistro. Questo consente di sfruttare un secondo tempo di ischemia parziale e realizzare la pastigli aortica di rivascolarizzazione per l’arteria renale destra, tripode celiaco ed arteria mesenterica superiore.
(f): Ricostruzione dell’arteria renale sinistro o mediante reimpianto o mediante confezionamento di bypass protesico in protesi PTFE (da 6 o 7 mm).
 
Qui di seguito serie di foto intra-operatorie con preparazione su banco di protesi aortica con branche protesiche per la rivascolarizzazione dei principali vasi viscerali. Una volta costruita la protesi si inizia a realizzare l’anastomosi prossimale e successivamente la rivascolarizzazione dei vasi viscerali (in questo caso rivascolarizzati separatamente mediante bypass protesici).
 
 
 
Nelle foto di seguito viene mostrato l’utilizzo dello shunt di Pruitt-Inahara nella rivascolarizzazione temporanea dei vasi viscerali durante il tempo dell’anastomosi.
 

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